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Ambazonia, i separatisti del Camerun

Il colonialismo in Africa ha creato dei mostri. Stati divisi in due con una riga tracciata con una matita sulla cartina geografica. Territori e popoli spartiti come fette di una torta. Il Camerun è uno di questi. Con due lingue, la zona francofona che copre la maggiore area del paese ed esprime la leadership politica, e la zona anglofona, che è quella più povera, la più lontana dal potere. In questi mesi in quell’area a Sud Ovest del paese, ai confini della Nigeria, nell’indifferenza generale dei media occidentali, stanno esplodendo proteste popolari, episodi di violenza come quello dell’incendio doloso da parte dei separatisti a Fontem, nel Lebialem, della scuola superiore migliore della regione, il College, gestito dal movimento dei focolari. Di seguito, pubblico con piacere, la testimonianza di Chiara Godino, giovane italiana che è a Fontem per qualche mese per un’esperienza di cooperazione e di insegnamento internazionale. (R.B.) 

“Ogni sera prima di addormentarmi chiudo i due lati della zanzariera con degli elastici per capelli per non creare fessure che possano permettere l’entrata di insetti, zanzare soprattutto, e perché rimando sempre al giorno successivo la montatura corretta di questa, che, ovviamente, non prevede l’utilizzo di elastici per fissarla.

Vivo da quasi due mesi a Fontem, nella regione Sud Ovest del Camerun, per svolgere un progetto di servizio civile concernente l’insegnamento della lingua e cultura italiana nelle scuole primarie e secondarie.

Prima di arrivare qui non ero a conoscenza della situazione politico sociale del Paese, in particolare di quest’area, ma, parlando coi locali e visitando diversi uffici istituzionali ho appreso che le zanzare sono, per il momento, l’ultimo dei problemi.

Con la fine del colonialismo risalente alla prima metà del 1900, si è creato infatti un territorio compreso fra Nigeria e Camerun, l’Ambazonia, il quale rivendica l’indipendenza: si tratta di una regione anglofona ricca di risorse ma poco sviluppata dal punto di vista economico sociale, la cui popolazione denuncia una privazione del diritto all’autodeterminazione; le strade sono ad esempio difficili da percorrere, necessiterebbero di lavori, ma il governo non si è mai occupato di questo.

In risposta a questo disinteresse generale, i locali hanno partecipato a proteste e scioperi che hanno bloccato i servizi pubblici e le scuole per più di un anno, subendo conseguentemente violente repressioni e arresti.

In particolare, qui a Fontem, qualche mese fa è stato attaccato da parte dei separatisti un college privato ed è stata bruciata la sezione amministrativa di una scuola secondaria; queste azioni di boicottaggio nei confronti degli istituti di istruzione avvengono affinché la popolazione si discosti completamente dall’appoggio del governo e, andare a scuola, significa in qualche modo fare il contrario. La paura, di conseguenza, aumenta, e quando le scuole riaprono timidamente, gli studenti sono pochi e incerti se rimanere o se spostarsi in altre regioni.

Il 7 gennaio inoltre è stato arrestato il presidente dell’Ambazonia, Julius Ayuk Tabe, insieme ad altri membri, durante un meeting ad Abuja, in Nigeria, da parte delle forze di sicurezza con (forse) un mandato internazionale di cattura. Fino ad ora non è stato rilasciato e così la popolazione continua a protestare con la chiusura quasi totale del mercato il lunedì, il martedì e il mercoledì (ghostown).

Circa due settimane fa invece i militari separatisti sono entrati in alcune scuole di Buea e Kumba, due città della regione Sud Ovest, e hanno picchiato gli studenti facendoli uscire dagli istituti, per lo stesso motivo citato in precedenza: andare a scuola significa appoggiare il governo che i membri dell’Ambazonia disconoscono.

A Ekondo Titi invece ci sono stati scontri fra la gendarmerie (polizia francese) e l’esercito dell’Ambazonia e il 14 gennaio un militare del BIR (Bataillon d’Intervention Rapide) è stato sgozzato da attivisti anglofoni. La situazione è evidentemente poco chiara, le fonti spesso non sono attendibili e le notizie si svelano giorno per giorno, tramite un notiziario verbale, una sorta di passaparola che avviene, come tutte le cose qui in Camerun, con lentezza”.

  • Fabio Carraro |

    Il senso di mandare una sprovveduta ragazza allo sbaraglio ad insegnare l’italiano in questa zona me lo spiegate?

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