Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Tfta, nasce mercato unico africano

Ventisei paesi africani hanno firmato il Trattato di libero scambio (Tfta – Tripartite Free Trade Area) che crea un mercato unico nell’Africa australe e orientale per un totale di circa 625 milioni di persone e un Pil di oltre 1.000 miliardi di dollari (900 miliardi di euro). Un passo avanti nell’integrazione.
Il Tripartite Free Trade Area, firmato a Sharm el Sheikh, è costituito da tre pilastri chiave: integrazione del mercato, sviluppo infrastrutturale e sviluppo industriale. L’accordo punta a creare nell’immediato zone di libero scambio per le merci, rimuovendo tariffe doganali e barriere non tariffarie e favorendo la libera circolazione degli imprenditori, per poi procedere alla liberalizzazione dei servizi e a incentivi per gli investimenti. Ora l’accordo dovrà essere approvato dai singoli Parlamenti nazionali. L’entrata in vigore è prevista nel 2017. L’intesa è stata siglata durante il vertice dei capi di Stato e di governo dei Paesi dei tre blocchi regionali impegnati da cinque anni nei negoziati: il Mercato comune dell’Africa Orientale e meridionale (Comesa), la Comunità dell’Africa Orientale (Eac) e la Comunità per lo sviluppo dell’Africa meridionale (Sadc). Alla firma erano presenti anche i leader di istituzioni internazionali quali l’Organizzazione mondiale del Commercio e la Banca mondiale. «Ciò che stiamo facendo oggi rappresenta un passo importante nella storia dell’integrazione regionale dell’Africa», ha affermato il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi in apertura del vertice. Dal canto suo, il presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, ha affermato che il patto consentirà all’Africa di «compiere enormi progressi e a tutti i continenti di andare avanti».I tre blocchi regionali Comesa, Eac e Sadc riuniscono Paesi molto poveri e altri ricchi, ed altri ad alto potenziale di crescita (tra cui Sudafrica, Egitto, Angola, Ruanda, Zambia, Etiopia, Eritrea, Kenya e Zimbabwe). La posta in gioco è molto alta: ad oggi, infatti, solo il 12% circa degli scambi commerciali in Africa avviene tra i Paesi del continente, contro il 55% dell’Asia e il 70% dell’Europa. Ma l’altro obiettivo non secondario dell’accordo è quello di aumentare la quota Africa negli scambi commerciali internazionali – attualmente al 2% – sviluppando le industrie nazionali: «È un messaggio forte, che dimostra che l’Africa sta lavorando alla sua integrazione economica e alla creazione di un abiente favorevole al commercio e agli investimenti», ha commentato il governo sudafricano.