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Vent’anni fa l’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Senza giustizia

“Sono schifata da questa giustizia”: ha detto la madre di Ilaria Alpi, la giornalista del Tg3 uccisa 20 anni fa in Somalia assieme all’operatore Miran Hrovatin. “Ilaria aveva toccato il segreto più gelosamente custodito in Somalia: lo scarico di rifiuti tossici pagato con soldi e armi – ha affermato Luciana Alpi -. Ilaria-Alpi-e-MIran-Hrovatin-foto-Raffele-CirielloLa verità è che c’è un filo invisibile che lega la morte di mia figlia alle navi dei veleni, ai rifiuti tossici partiti dall’Italia e arrivati in Somalia. Ci sono documenti che lo provano. Ci sono le testimonianze dei pentiti. Eppure nessuno ha avuto il coraggio di processare i colpevoli. In carcere è finito un miliziano somalo che sta scontando 26 anni, ed è innocente”.”Ilaria è sempre presente nella mia vita, non c’è giorno che non pensi a mia figlia, mi mancano le sue risate, i suoi racconti, i suoi baci – ha detto ancora Luciana Alpi in un’intervista sul settimanale Oggi  -. Finché avrò vita chiederò il nome dei mandanti dell’omicidio di mia figlia. Perché Ilaria e Miran sono stati giustiziati”. La madre della giornalista chiede che vengano desecretati gli atti delle commissioni parlamentari sull’assassinio di Ilaria e Miran Hrovatin. Significherebbe «dare un po’ di pace a me e agli altri e dare giustizia a Ilaria e Miran», ha detto ancora Luciana Alpi ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del premio Ilaria alpi 2014 e dello speciale di Rai3 «La strada della verità» che andrà in onda giovedì 20 in prima serata.

La strada di Ilaria, un libro per ricordarla di Francesco Cavalli. Milieu edizioni
“La strada di Ilaria” racconta i fatti sui quali lavoravano Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e sulle ragioni della loro morte. Un caso scomodo, che è stato insabbiato velocemente per le tante implicazioni fra Italia e Somalia. Un caso che per la giustizia italiana non è ancora chiuso, e rimasto fino ad oggi senza responsabili. Traffici di armi e di rifiuti tossici, corruzione, misteri nello storico rapporto fra Somalia e Italia: una storia che deve essere raccontata, e che nella scelta stilistica volutamente non giornalistica, riesce a coniugare narrazione pura a informazione. E si fa ascoltare da tutti, adulti e ragazzi. Un romanzo rigoroso nelle informazioni e poetico nelle parole, che riesce a raccontare tante storie, unite tra loro dal filo sottile, ma vero e indispensabile, della verità e del rispetto della memoria. Questo libro, frutto di diversi viaggi sul campo, darà vita anche a una rappresentazione teatrale che girerà per l’Italia. Francesco Cavalli è fra coloro che da vent’anni si occupa del caso Ilaria Alpi, ideatore e direttore dell’omonimo Premio di Giornalismo, ma soprattutto è colui che, insieme ad alcuni colleghi altrettanto tenaci, non ha mai smesso di indagare.

Il ricordo su Rai3

In diretta dalla Sala A di Via Asiago, a vent’anni dalla morte della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin. E’ la serata evento condotta da Andrea Vianello che Rai3 dedica, giovedì 20 marzo dalle 21.05, ad un caso nazionale ancora irrisolto, per continuare a cercare “La strada della verità”. Una vicenda che unisce misteri, traffici di armi e rifiuti tossici, depistaggi, scaturiti da quel duplice omicidio avvenuto proprio il 20 marzo del 1994. La storia di Ilaria e Miran è anche la storia di questi ultimi 20 anni, raccontata attraverso una serie di testimonianze, letture, ricordi, a partire da quelli di Luciana Alpi, la madre di Ilaria, ma anche dei tanti amici, colleghi e artisti che si alterneranno tra memoria e denuncia. Durante la serata anche due interviste esclusive. Per la prima volta parla Ian Hrovatin, il figlio di Miran che all’epoca dell’assassinio del padre aveva solo 8 anni. Sentiremo anche la testimonianza dell’unico colpevole riconosciuto per il duplice omicidio, il somalo Hashi Omar Hassan, condannato in via definitiva a 26 anni, che sta scontando la sua pena nel carcere di Padova. “Non mi sento nemmeno un detenuto – spiega – mi sento un ostaggio, una persona sequestrata, un capro espiatorio”. Interventi in diretta, tra gli altri, di Dario Fo, Federica Sciarelli, Isabella Ragonese, Roberto Saviano, Enrico Bertolino, Rocco Hunt, Franco Di Mare, Dacia Maraini, Barbara De Rossi, Riccardo Iacona, Domenico Iannacone.